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06-09-2018

Tecnologia e Immobiliare Commerciale, il settore è pronto per affrontare il cambiamento?

L’impatto che la tecnologia e l’innovazione stanno avendo sull’immobiliare commerciale, ha fatto sì che negli ultimi anni “innovazione” sia diventata una parola chiave del settore. Ma il mercato è davvero pronto – aldilà di speech e conferenze – al cambiamento e a un’innovazione profonda, che sia in grado di evolvere la proposta immobiliare commerciale, affrontando così una sfida che si può definire, senza esagerazioni, epocale?

E’ ciò a cui cerca di dare una risposta un nuovo interessante studio realizzato da TH Real Estate in collaborazione con REED MIDEM: “Per un osservatore esterno, il settore immobiliare commerciale potrebbe apparire lento e conservatore”, spiegano DJack Sibley, Innovation & Technology Strategist di TH Real Estate e Filippo Rean, Director of the Real Estate Division di REED MIDEM, presentando il rapporto. “Molte industrie, con l’inizio del nuovo millennio, hanno subito sconvolgimenti tecnologici, tuttavia software e tecnologia hanno iniziato a entrare con prepotenza nel settore immobiliare solo in tempi relativamente recenti”. Un fatto che rende la discussione sulla crescita dell’impatto tecnologico e dell’innovazione del mercato dell’immobiliare commerciale ancora più attuale e strategica.

“Le caratteristiche strutturali del settore immobiliare”, spiegano poi i ricercatori nel loro rapporto, “potrebbero non essere adatte a determinati modelli di innovazione e rottura”, in quanto “la natura eterogenea delle proprietà e il costo relativamente elevato della sperimentazione, presentano tutti ostacoli per un’innovazione persistente e di successo”. Nell’analisi vengono quindi identificati possibili ulteriori barriere  all’innovazione del mercato dell’immobiliare commerciale nell’avversione al rischio, nella mancanza di allineamento tra gli stakeholder immobiliari e nelle aspettative generali nel settore che il futuro sia rigidamente lineare. L’auspicio è che gli ostacoli possano essere superatigrazie all’impegno degli operatori nelle start-up, e dall’emergente ecosistema PropTech, termine coniato in Inghilterra che fa riferimento a tutte quelle imprese e tecnologie che permettono lo sviluppo di soluzioni digitali per il settore immobiliare.

Nel rapporto vengono inoltre indicati differenti avvenimenti che lo scorso anno hanno segnato il cambiamento del mercato: tra questi, la chiusura di 170 punti vendita di ‘Sears’ , importante catena di grande distribuzione statunitense, l’acquisto da parte di Amazon di ‘Whole Foods’ catena di supermercati bio,  l’annuncio di Sidewalk Labs(società di proprietà di Google), di un grande progetto di smart city da realizzare negli USA e l’aumento verticale degli investimenti da parte dei Venture Capital nell’ecosistema PropTech, che sono triplicati anno su anno arrivando a quota 12.6 miliardi di dollari. 

Alla luce dell’accelerazione del cambiamento nel settore dell’immobiliare commerciale, occorre, a parere dei ricercatori, “Pensare in modo più strategico e applicare la ricerca attorno alla natura della domanda di immobili e del potenziale impatto delle principali tendenze tecnologiche su orizzonti di cinque e dieci anni”, oltre a “fare di più per incoraggiare e premiare la creatività, la lungimiranza e l’innovazione”, nonché “abbracciare e sfruttare le ultime tecnologie a proprio vantaggio”.

Le più grandi opportunità del prossimo futuro vengono identificate dagli estensori del rapporto innanzi tutto negli ‘smart building’ , in quanto comprendono due aree principali di sviluppo come l’Internet of Things (IoT), in cui i costi in calo dei sensori stanno generando dati più utili. In secondo luogo nell’efficienza energetica, dove sia il software che l’hardware stanno facendo progressi significativi e in terzo luogo nelle piattaforme digitali, in grado di creare nuove modalità di interazione con i clienti, generando virtuosi meccanismi che uniscono l’esperienza di acquisto online e offline.