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NOTIZIE


30-01-2017

Gdo e Ristorazione interna alle strutture commerciali, iniziativa in costante crescita e sempre piĆ¹ strategica

L’inevitabile calo dei consumi dovuto alla crisi, spinge la Grande distribuzione organizzata alla diversificazione dei servizi a disposizione della clientela.

Una delle principali risposte su cui la Gdo sta puntando in maniera sempre più massiccia è la ristorazione interna alle strutture commerciali, con l’offerta di prodotti enogastronomici a margine del carrello.

D’altronde, la proposta trova da tempo il consenso dei consumatori: secondo una ricerca effettuata da POPAI Italia, la più importante associazione nazionale che opera nel retail & shopper marketing, il 77% degli italiani pensa che la ristorazione gestita dai marchi della Gdo abbia la possibilità di praticare prezzi più convenienti.

Per il 34% inoltre, si tratta di una scelta corretta per far provare la qualità dei prodotti venduti nella Grande distribuzione organizzata.

Il mercato della ristorazione ‘snack’ e da asporto è inoltre in costante crescita. Le stime parlano di un +4% entro la fine del 2018, dopo il +3% registrato nel 2016 e il +6.4% messo a segno nel 2014.

“Esiste un indubbio terreno comune” spiega Daniele Tirelli, Presidente di POPAI Italia “tra la grande distribuzione e la ristorazione casual, ovvero quella che ha come principale obiettivo la funzionalità, senza tovaglie e con un servizio essenziale, che offre menu comprensibili e standardizzati per il consumo quotidiano.”

“Interessi e obiettivi che hanno iniziato a convergere“ aggiunge Tirelli “con lo sviluppo dei reparti gastronomici nei supermercati, dove oggi si trova il prodotto, ma non il servizio. È un’integrazione, quella tra vendita e fruizione, che negli Stati Uniti esiste da decenni.”

Secondo Tirelli la strada per l’Italia è ancora lunga e occorre appunto guardare all’esperienza oltreoceano: “Siamo lontani dall’efficientismo americano che ragiona per ‘isole’ all’interno del punto vendita” sottolinea “da noi c’è un’enfasi eccessiva all’estetica degli spazi e al servizio, meno alle sinergie interne tra l’offerta dell’area ristorazione e il prodotto a disposizione nel punto vendita.”

In Europa appaiono particolarmente proattivi i francesiCasino ha ben sei insegne differenti che propone direttamente all’interno dei suoi supermercati, che vanno dalla caffetteria, al self service, fino al panificio ristorante, al fast food e ai piatti pronti di rosticceria.

Carrefour ha invece scelto prevalentemente il modello casual, proponendo spazi in cui è possibile riscaldare i cibi al microonde, e consumarli in piedi o seduti in dehor appositamente allestiti.

In Italia, grazie all’iniziativa denominata ‘Sapori e dintorni’ i clienti  dei supermercati Conad possono consumare specialità regionali sul momento, così come accade, tornando a Carrefour, ma questa volta limitatamente alla Penisola, nei ristoranti a marchio ‘Terre d’Italia’.

Simply-City invece, insegna di prossimità di Simply/Auchan, ha cominciato ad allestire spazi con banconi e sedie dove i clienti possono consumare sul momento i prodotti acquistati al banco dei freschi.

“La ristorazione è un mestiere complicato, che dipende molto dal luogo in cui si opera” avverte Tirelli “Il limite estremo è: vuoi un piatto? Te lo porto a casa, pronto, a una determinata ora. È tutto bellissimo, il vero problema però è realizzare con questi servizi un margine e un profitto adeguati.”