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NOTIZIE


26-05-2017

Fondi esteri detentori di immobili italiani per un valore di 25 miliardi di euro

Il patrimonio immobiliare italiano fa sempre più gola ai fondi esteri, che sono costantemente a caccia di immobili di pregio lungo tutto lo stivale, privilegiando strutture commerciali e alberghi.

Secondo un rapporto di ‘Scenari immobiliari’, Istituto indipendente di studi e di ricerche specializzato, gli investitori internazionali detengono immobili italiani per un valore intorno ai 25 miliardi di euro.

Il dato è ottenuto da Scenari Immobiliari analizzando gli investimenti effettuati dai fondi esteri in Italia dal 2005 ad oggi.

Quello di 25 miliardi di euro è un valore molto significativo, se si pensa che secondo i dati dell’Agenzia del Demanio aggiornati alla fine del 2014, il patrimonio immobiliare dello Stato italiano non va oltre i 60 miliardi di euro.

Sempre stando all’analisi di Scenari Immobiliari, del patrimonio italiano in mano ai fondi esteri, 8.7 miliardi di euro riguardano il mercato retail, 8 miliardi di euro invece uffici e 3.5 miliardi fanno riferimento al settore dell’ospitalità.

“Non passa giorno senza che riceviamo richieste di investitori stranieri, sia istituzionali che privati, che vogliono acquistare immobili strategici”, dichiara al quotidiano la Repubblica l’avvocato Pietro Bernasconi, responsabile del dipartimento M&A nell’ufficio milanese di Baker McKenzie “I tassi sono bassi e quindi il momento è favorevole” spiega Bernasconi.

I maggiori fondi che investono in Italia arrivano dai Paesi arabi con in testa il fondo sovrano del Qatar, ma anche dagli Stati Uniti (BlackstoneHines), dalla Russia e dalla Cina.

Tra gli europei gli investitori più attivi sono francesi (AmundiEdf), inglesi (Tristan ed M&G) e tedeschi.

“Gli investitori si dividono principalmente in due grandi categorie” spiega Marco Zalamena, responsabile Hospitality di EY: “I primi sono fondi americani e i private equity, chiamiamoli speculativi, che hanno un orizzonte temporale di 3-5 anni entro i quali contano di avere una forte rivalutazione del loro asset.”

“I secondi sono i fondi istituzionali” spiega ancora Zalamena “tipico l’esempio dei fondi sovrani del Golfo o anche quelli delle grandi compagnie assicurative, che invece hanno l’obiettivo di immobilizzare un capitale e porre una base consolidata in occidente, dalla quale trarre un reddito progressivo nel tempo.”

Tra le operazioni immobiliari più eclatanti portate a termine dai fondi esteri in Italia figura quella dell’acquisto da parte di Blackstone della ex sede del Corriere della Sera in via Solferino.

Il fondo sovrano del Qatar si è invece aggiudicato i grattacieli della zona Porta Nuova a Milano, il Four Season a Firenze, il Palazzo di Piazza di Spagna dell’American Express e diverse strutture in Costa Smeralda.

Acquisto di gran pregio anche per il fondo d’investimento del Brunei, che ha acquistato l’Hotel Principe di Savoia di Torino.

“Di materia prima ce n’è ancora tanta, in un Paese ricco di storia e di architettura come l’Italia” sottolinea Caputo Nassetti, CEO della Swiss Merchant Corporation di Lugano “anche perché fino a oggi l’interesse degli investitori si è concentrato principalmente su Milano, Roma e Venezia.”